L’area in cui si trova il nostro parco fa parte del cosiddetto “contrafforte pliocenico” (ricco di fossili marini), una estensione di circa 575 ettari destinata a divenire presto area protetta (Riserva del Contrafforte pliocenico). Si tratta di una formazione sedimentaria costituita prevalentemente da arenaria che si estende fra le valli del Reno e dell’Idice.
Nel Pliocene (4 – 2 milioni di anni fa) l’Appennino era pressoché completamente emerso e circondato dal mare Mediterraneo: è verosimile che la formazione del contrafforte abbia avuto origine da successive emersioni dal mare delle sedimentazioni derivanti dai fiumi Setta, Reno, Savena e Idice che sfociavano nella pianura padana allora ricoperta d’acqua. Il substrato roccioso di questi rilievi si compone (ad es. Monte Adone – 655 mt , Monte delle Formiche – 638 m, Monte Mario 466 m, Rocca di Badolo 475 m, Monte del Frate – 547 m, Sasso di Glossina) di arenarie grossolane, di un colore giallo dorato, mentre alla base i terreni sono composti da morbide argille, e spesso solcati da calanchi, tutti comunque ricchi di fossili marini.

Le erosioni eoliche hanno poi conferito alle pareti un aspetto quasi “dolomitico”: esempio fra i più belli è quello delle Torri di Monte Adone, nelle vicinanze dell’omonima cima, il cui crinale fa da spartiacque fra Savena, Setta e Reno costituisce il più alto rilievo del contrafforte ed è meta di alcune delle nostre passeggiate.
L’estensione del nostro parco è di circa 40 ettari, di cui circa otto di area boschiva di interesse comunitario, 18 ettari di pascolo e seminativi e 2,5 di frutteti.
Componente faunistica di rilievo sono senza dubbio le dieci specie di interesse comunitario tra le quali alcune nidificanti (Falco pellegrino, Albanella minore) o potenzialmente nidificanti (Lanario, Gufo reale) sono rare o minacciate. Più o meno regolarmente nidificanti sono anche Succiacapre, Tottavilla, Ortolano e Averla piccola. Irregolare è l’avvistamento dell’aquila reale, mentre una ventina sono i migratori abituali.